Il gap generazionale: un problema o una risorsa?

Il gap generazionale: un problema o una risorsa?

Il gap generazionale: un problema o una risorsa?

Le aziende si trovano oggi a dover gestire uno scenario complesso a causa dell'allungarsi dei tempi pensionistici e dell'ingresso nel mondo del lavoro di una nuova generazione, per cui è possibile individuare ben cinque gruppi dagli over 60 ai ventenni: i tradizionalisti o veterani, i baby boomer, la generazione X, generazione Y e generazione Z.

Un mix di età che porta con sé valori, esperienze e aspirazioni differenti.

Quali sono queste generazioni?

I tradizionalisti o veterani

I lavoratori over 70, contraddistinti da un alto senso del dovere, vivono secondo i valori che hanno imparato negli anni del dopoguerra e sono rimasti fedeli a solo uno o due datori di lavoro in tutta la loro carriera, nutrendo un forte rispetto per l'autorità e le regole.

Baby Boomers

I "boomers", nati tra la metà degli anni '40 e '60, sono caratterizzati da una forte etica del lavoro. Hanno vissuto il periodo della ripresa economica e del boom demografico successivo alla fine della Seconda Guerra Mondiale. E' la generazione delle rivoluzioni culturali, delle lotte per i diritti civili, del movimento hippie, della rivoluzione sessuale, del pacifismo, del femminismo e del rock. Credono nella crescita personale, nel duro lavoro e nell'uguaglianza dei diritti. I Boomers rappresentano il cuore dell'alto management attuale.

Generazione X

Sono i nati tra il 1965 ed il 1980 che hanno vissuto eventi storici epocali come il declino del colonialismo, la caduta del muro di Berlino, la fine della guerra fredda. La Generazione X è oggi il segmento più grande dell'attuale popolazione lavorativa. Sono anche i primi ad esser cresciuti con le nuove tecnologie (giocano al computer, scaricano musica, frequentano i social network...). Sono sicuri di sé ed indipendenti, molto competitivi ed orientati alla carriera.

Generazione Y

Nati tra il 1980 e il 1995, sono i nativi digitali, cresciuti durante il boom tecnologico, vivono senza l'idea del posto fisso, in una condizione di precarietà. Conosciuti anche come Millenials, sono multitasking, ottimisti, sensibili, soprattutto dal punto di vista sociale, non sopportano le gerarchie e ricercano un buon equilibrio tra lavoro e tempo libero.

Generazione Z

Sono i nati dal 2000 in poi, che, ancor di più dei Millenials, sono immersi nel mondo tecnologico e si annoiano facilmente se l'ambiente circostante non è stimolante. Per comunicare utilizzano smartphone e chat, con un linguaggio simbolico o abbreviato, essendo poco propensi alla lettura. Sono persone iperconnesse che preferiscono scrivere un messaggio al parlare direttamente.

Ogni età può essere associata a diverse abilità, ma anche a diverse visioni del mondo e del lavoro. I professionisti più anziani hanno esperienza e un elevato grado di responsabilità e attaccamento all’azienda, mentre i più giovani hanno un livello di digitalizzazione più alto e maggiore energia, caratteristiche che li rendono più propensi a essere promotori di innovazione. Imprese i cui collaboratori con età differenti collaborano portando a frutto i propri punti di forza senza cercare il conflitto, ma combinando le loro abilità sono quelle in cui si riscontra il più alto valore aggiunto in termini di performance di team.

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Dr Mirko Udovich
Autore Dr. Mirko Udovich
Founder e socio amministratore

Attuale Contributo

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