I direttori del personale non pensano di licenziare dopo lo sblocco dei licenziamenti

I direttori del personale non pensano di licenziare dopo lo sblocco dei licenziamenti

Sblocco dei licenziamenti in vista dal 31 marzo. Secondo un sondaggio effettuato dall'Aidp, l'Associazione dei direttori del personale, di cui faccio parte, il 53,5%, ben oltre la metà, non ha in programma nessun licenziamento. Il 24% non ha ancora preso una decisione e molto dipenderà dalle misure che saranno prese. Le priorità: riduzione del costo del lavoro, deroga al decreto dignità e riforma delle politiche attive. Quella della proroga del blocco dei licenziamenti economici oltre il 31 marzo è una delle prime decisioni che dovrà prendere il governo Draghi. Allo studio c'è l'ipotesi di una mini proroga.

Alla survey dell'Associazione dei direttori del personale hanno partecipato 404 responsabili delle risorse umane di imprese di settori diversi per capire proprio cosa accadrà allo scadere del 31 marzo. Il 20% ha dichiarato che darà seguito ai licenziamenti previsti. E questo riguarda soprattutto i settori più colpiti dalla pandemia, dalla ristorazione al turismo.

A guardare i dati, quindi, gli imprenditori non sarebbero impazienti di mandare i dipendenti a casa come si teme.

L’Aidp ha inoltre chiesto ai propri associati di indicare quali possano essere gli strumenti più idonei per il sostegno all'occupazione (erano possibili risposte multiple). La maggioranza ha scelto come prima opzione gli interventi di natura fiscale e previdenziale finalizzati a ridurre il costo del lavoro (82%), seguiti dalla conferma della deroga per i contratti a termine (48%), gli incentivi per assumere donne, giovani e disoccupati (41%) ed il 20% circa ha chiesto la proroga del cassa integrazione Covid. Per il 30% infine sarà utile anche il potenziamento del contratto di espansione o di altre forme di incentivo ai prepensionamenti.

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Dr Mirko Udovich
Autore Dr. Mirko Udovich
Founder e socio amministratore

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