Come gestire il gap generazionale

Le aziende oggi presentano una forza lavoro sempre più variegata, composta da quattro generazioni, dai cosiddetti nativi digitali (generazione Y e Z) alle figure più senior (baby boomer).

Come gestire il gap generazionale

Come gestire il gap generazionale

Come gestire il gap generazionale

Le aziende oggi presentano una forza lavoro sempre più variegata, composta da quattro generazioni, dai cosiddetti nativi digitali (generazione Y e Z) alle figure più senior (baby boomer). Sebbene le diversità tra generazioni siano sempre esistite, negli ultimi anni sono diventate ancora più rilevanti per la velocità del progresso tecnologico.

Gestire, motivare e fidelizzare più generazioni di lavoratori in modo efficace può rivelarsi una bella sfida. E’ innanzitutto importante la conoscenza dettagliata delle aspettative principali, dei punti di forza, delle debolezze, i linguaggi ed i valori propri di ciascuna fascia di età.  Consapevoli di questo aspetto il gap generazionale diventa una risorsa preziosa per l’impresa e non un problema.

Partendo da questa conoscenza base è fondamentale incentivare la comunicazione in azienda. E’ compito dei leader aziendali incoraggiare il dialogo tra lavoratori di età differenti, perché solo così possono imparare a conoscersi, apprezzarsi e scambiarsi competenze ed esperienze. Come? Creando occasioni di incontro, formali ma soprattutto informali, come una gita il fine settimana, attività di team-building outdoor. Soprattutto queste occasioni di incontro, essendo all’aria aperta, consentono di creare quel clima friendly e divertente, che dà la possibilità ai colleghi di poter chiacchierare, compiere imprese assieme e conoscersi in un luogo lontano dall’abituale posto di lavoro. Scoprendo punti di forza ed eventuali talenti finora non espressi tra le mura aziendali, favorendo la collaborazione tra le diverse generazioni. Creando situazioni di scambio reciproco, dimostrando che generazioni differenti possono crescere e migliorare insieme, affrontando sfide più complesse soprattutto grazie alle loro diversità.

Per scoprire che le differenze non devono essere occasioni di conflitto, ma diventano stimoli reciproci. La contrapposizione tra “noi” e “voi” viene meno e si rafforza il senso di “noi”.

a cura di Mirko Udovich

Mirko Udovich
Founder e socio amministratore
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